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10 luglio 2014

Tivoli, Villa Adriana: il MIBACT ci ha dato ragione, la lottizzazione è un rischio inaccettabile

Esprimo grande soddisfazione per la risposta del MIBAC, per mezzo del sottosegretario Barracciu, da me interrogata oggi in Commissione cultura, in merito alla lottizzazione edilizia autorizzata dal Comune di Tivoli sulla cosiddetta area buffer del sito di Villa Adriana, che metterebbe a rischio la permanenza stessa della Villa nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità.

di Redazione

Avevamo dunque ragione ad essere preoccupati per la tenuta della salvaguardia del sito archeologico, chiedendo spesso un intervento dello Stato volto alla tutela di un bene archeologico e culturale di inestimabile importanza, la cui integrità non può essere messa a rischio dalla cementificazione.

Il Ministero ha riferito in merito alla Valutazione d'Impatto sul Patrimonio (HIA) richiesta dall'UNESCO e trasmessa in versione definitiva alla Direzione Regionale del Lazio il 7 luglio u.s., la quale stabilisce che il piano di lottizzazione avrebbe un forte impatto negativo sui vari aspetti del patrimonio all'interno del sito e del suo rapporto con il paesaggio che lo circonda.

Portare avanti il progetto, secondo la valutazione, è in conflitto con l'articolo 98 delle linee guida della Convenzione UNESCO per il Patrimonio Mondiale e comporterebbe il rischio di collocazione di Villa Adriana nella lista dei 'Patrimoni mondiali in pericolo' da parte del World Heritage Committee nonché il rischio di cancellazione dalla lista dei siti Patrimonio dell'Umanità. L'unica possibilità che lo Stato ha per evitare una tale eventualità è di bloccare questo progetto di pianificazione urbanistica.

Le conclusioni del MIBAC, nel merito, hanno confermato un giudizio di eventualità inaccettabile, qualora la Villa venisse di fatto depennata dalla lista di siti UNESCO, nonché la volontà di prendere ogni misura necessaria a preservare la tutela internazionale della Villa Adriana, compreso l'eventuale avvio di un procedimento di revisione degli atti fin qui adottati secondo quanto previsto dalla legge 241/90.

Ho chiesto al Governo di procedere convintamente ma rapidamente nella risoluzione di una vicenda che si è via via complicata a causa di quanti non sono ancora riusciti a comprendere le potenzialità, anche in tema di sviluppo economico, del nostro immenso patrimonio storico e culturale.

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