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18 marzo 2015

L'attacco al Museo Bardo di Tunisi è una ferita profonda inferta a tutti noi

L’attacco di questo pomeriggio al cuore politico e culturale della Tunisia, getta un’ombra di dolore sul processo di democratizzazione del mondo arabo e sulla lotta globale al terrorismo. Oggi è doveroso esprimere un’incondizionata vicinanza, a tutti i livelli, con il popolo tunisino e le sue istituzioni democratiche.

di Redazione

L’attacco di questo pomeriggio al cuore politico e culturale della Tunisia, getta un’ombra di dolore sul processo di democratizzazione del mondo arabo e sulla lotta globale al terrorismo. Quelle persone, di qualsiasi nazionalità esse siano, uccise senza una ragione da un commando di uomini armati, sono le vittime sacrificali di un cieco odio fondamentalista nei confronti del progresso democratico e civile appena avviato in Tunisia. Proprio quella Tunisia che ha recentemente eletto un governo laico e scritto una nuova costituzione repubblicana, nel segno di nuovi diritti e maggiori libertà. Per questo oggi è doveroso esprimere un’incondizionata vicinanza, a tutti i livelli, con il popolo tunisino e le sue istituzioni democratiche. Affinché il processo di libertà possa superare anche questo dolore, che ci riguarda tutti, per tornare più forte di prima.

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