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20 ottobre 2017

Cannabis terapeutica, ok della Camera è un, seppur piccolo, passo avanti

La Camera dei Deputati ha ieri approvato la proposta di legge che introduce una regolamentazione uniforme per la coltivazione e somministrazione della cannabis ad uso medico. L'uso della cannabis per scopi terapeutici è stato introdotto in Italia con una sperimentazione: con la legge si mette a regime la fase sperimentale e si creano le condizioni per corrispondere al fabbisogno dei pazienti, sia con produzioni in Italia da autorizzare da parte del Ministro della Salute sia eventualmente ricorrendo alle importazioni.

di Redazione

Scopo della legge è quello di superare le differenti modalità di accesso ai farmaci derivanti dalla cannabis introdotti da differenti leggi regionali; l’incremento della ricerca per i nuovi impieghi dei farmaci a base di cannabis; permettere che il fabbisogno di cannabis ad uso medico sia assicurato sia mediante le produzioni dell'Istituto Farmaceutico di Firenze ma anche mediante le autorizzazioni alla coltivazione; informare i cittadini e formare i medici; equiparare la cannabis ad uso medico ai medicinali anche dal punto di vista fiscale. Considero il voto favorevole della Camera un fatto molto importante, perché per la prima volta nella storia istituzionale del Paese il tema della cannabis è stato discusso superando la mera accezione repressiva.
Tuttavia resto convinta che sia giunto il tempo per affrontare con più decisione e in modo più complessivo il tema della liberalizzazione, a cui resto favorevole e per cui ho sottoscritto la proposta di legge Giachetti. Le condizioni parlamentari per giungere all'approvazione di quella legge non c'erano, ma penso che il voto di ieri rappresenti un'occasione. Per l'avanzamento comunque ottenuto, perché consentire a malati di sclerosi multipla, affetti da dolore cronico, malati oncologici o affetti da HIV, malati di glaucoma o della sindrome di Tourette di poter alleviare le loro sofferenze vuol dire ribadire la centralità della dignità della persona davanti alla malattia e davanti al dolore.
Ma anche perché penso che questo, seppur piccolo, passo avanti compiuto in una tematica ammantata da cieco proibizionismo, possa rappresentare un varco per una disciplina futura di più ampio respiro.

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