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15 novembre 2017

Equo compenso e tracciabilità delle buste paga: lavoro di squadra a tutela del lavoro.

Sono state ore importanti quelle appena trascorse alla Camera e al Senato: a Palazzo Madama è stato approvato un emendamento al decreto fiscale, che estende a tutti i professionisti il diritto a un equo compenso, mentre a Montecitorio è stata appena votata la proposta di legge sulla tracciabilità delle buste paga, per contrastare l’odioso fenomeno di versamenti ai lavoratori in misura inferiore da quanto pattuito.

di Redazione

La norma sull’equo compenso, richiesta a gran voce dalle organizzazioni dei liberi professionisti, stabilisce il principio che tutte le categorie di professionisti, anche quelle non iscritte ad un ordine, nei rapporti con contraenti più forti, banche, assicurazioni, grandi imprese e la Pubblica Amministrazione abbiano diritto ad un trattamento economico equo, che riconosca il valore della prestazione professionale. Una norma di giustizia che, grazie al tenace lavoro di Chiara Gribaudo e dei Senatori del Partito Democratico, è finalmente realtà. Anche la legge presentata da Titti Di Salvo e approvata oggi alla Camera è volta a ristabilire giustizia: grazie ad essa i lavoratori non dovranno più subire il ricatto da parte dei datori di lavoro di accettare, dietro minaccia di licenziamento, una retribuzione inferiore rispetto a quella prevista dalla busta paga, prevedendo l’obbligo di pagamento dello stipendio attraverso strumenti tracciabili. Saranno dunque resi vani quei comportamenti odiosi recentemente balzati all’attenzione dell’opinione pubblica, come nel caso del candidato del Movimento 5 Stelle in Sicilia arrestato per tentativo di estorsione ai propri dipendenti. L’approvazione di queste norme (che al più presto avverrà in via definitiva) dimostra ancora una volta, a scapito delle narrazioni caricaturali da campagna elettorale, la serietà e l’impegno del Partito Democratico a tutela complessiva del mondo del lavoro.

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