"Ricordate che questo è stato"

Mercoledì 6 Agosto 2014 72

Qualche anno fa, mentre ero in visita al museo di ricostruzione storica del bombardamento della città di Guernica – la città spagnola rasa al suolo durante la guerra civile e soggetto dell'omonimo capolavoro di Pablo Picasso – vi trovai casualmente anche una temporanea mostra su Hiroshima. Fu in quell’occasione che conobbi la storia di Sadako Sasaki, una bambina che il 6 agosto 1945 , data in cui venne sganciata la bomba atomica Little Boy su Hiroshima, e di cui oggi ricorre l'anniversario, aveva solo due anni. Sadako venne proiettata fuori dalla stanza in cui si trovava, senza riportare alcuna ferita: la madre la raccolse e la portò in salvo, correndo sotto la pioggia di detriti, polvere e fumo sprigionata dalla bomba. La sua vita, dopo la tragedia, poté riprendere ma nel novembre del 1954, dopo una gara di atletica, la piccola Sadako svenne e i successivi accertamenti portarono ad una diagnosi terribile: leucemia, conseguenza delle radiazioni sprigionate dall’atomica. Little boy, il mostro che nove anni prima l'aveva tanto spaventata, era tornato. Durante il ricovero una sua amica le regalò un origami, raccontandole una leggenda pregna di speranza: chi avesse piegato mille origami raffiguranti una gru avrebbe potuto esprimere un desiderio che gli dei avrebbero esaudito. Sadako iniziò così a comporre origami, sognando di sconfiggere la sua malattia e la morte: tuttavia, la sua vita terminò la mattina del 25 ottobre 1955. C’è chi dice che le sue mani si fermarono dopo 644 origami; per altri, invece, superò le 1300 gru, ma ciò che conta davvero è che questa bambina è diventata un simbolo della pace nel mondo: nel 1958 fu collocata all'Hiroshima Peace Memorial una statua che la raffigura mentre tende una gru d'oro verso il cielo. Ai piedi della statua, una targa reca incisa la frase: Questo è il tuo pianto. La nostra preghiera. Pace nel mondo. Anche in Italia il suo ricordo è ancora vivo: pochi mesi fa, infatti, alcuni studenti di un liceo artistico di Torino hanno decorato con 1000 piccole gru bianche l'ospedale Sant'Anna. Io stessa conservo ancora una gru in origami, ricordo di un giorno in cui in una città simbolo della follia e della crudeltà dei regimi totalitari, incontrai la storia di una bambina simbolo della follia e della crudeltà di una guerra mondiale.