Sul Reddito di Cittadinanza e le colpe dei media

Giovedì 8 Marzo 2018 242

Chi mi conosce sa quanto tempo e impegno ho dedicato alla lotta alla povertà, nella passata legislatura. I governi Renzi e Gentiloni hanno sottovalutato la questione? Assolutamente no. Per la prima volta in Italia la questione è stata affrontata seriamente, e si è costruito il primo strumento nazionale, il REI.

Credo però che ci sia stata una sottovalutazione nell'ambito del Partito Democratico (a tutti i livelli), o un errore nella sua narrazione: a chi vive in stato di disoccupazione cronica, per problemi personali (deficit di qualsiasi tipo) o territoriali (zone depresse) non si può rispondere solo che ci vuole il lavoro. Questo lo sanno pure loro. Ma il lavoro non c'è, da anni, decenni, e pure questo loro lo sanno bene. I sussidi non sono una cosa sbagliata: dipende da come vengono gestiti e che effetti producono. Sono alla base del welfare state, in inglese li chiamano spesso benefits (magari rende meglio l'idea), e peraltro in Italia non è che non ce ne siano, anzi, ce ne sono troppi, categoriali, specifici, complessi, con la caratteristica comune di non essere molto efficaci e di tagliare fuori proprio la parte più povera della popolazione. Con la creazione del REi abbiamo voluto iniziare a intervenire su questo problema, ma c'è ancora molto da fare.

Davanti alle file per la richiesta del reddito di cittadinanza, quindi, non mi viene da ridere. Mi arrabbio, tantissimo.

Mi arrabbio perché io ho girato l'Italia per spiegare a operatori e cittadini il REI e tra le altre cose ho sempre spiegato la differenza fondamentale con il reddito di cittadinanza del M5S: al di là del nome improprio, il problema è una soglia troppo elevata, disincentivante per la ricerca di lavoro, insostenibile per il sistema. Ho fatto centinaia di incontri, moltissimi con operatori di qualsiasi colore politico. Mai nessuno non ha capito la questione: è lampante ed evidente.

In televisione mi è capitato una sola volta (in 5 anni) di poterne parlare in modo abbastanza approfondito: una puntata di Coffee Break su La7, in cui fu dato molto più spazio all'esponente grillina, ma almeno si poté discutere con serietà.

Per il resto, è stato impossibile riuscire a spiegare alcunché. Impossibile fare ragionamenti, impossibile spiegare una questione che invece si potrebbe spiegare in 5 minuti, e sarebbe chiara a tutti.

E' per questo che sono arrabbiata: c'è un sistema di informazione che non ha alcun interesse a far capire le cose alle persone. I media non hanno un'etica. Puoi andare lì e dire qualsiasi str***ata, con la certezza che nessuno ti contesterà inchiodandoti alla realtà. 

Certo che sono arrabbiata con il M5S, ma non dimentico che è solo la triste conseguenza di un terreno preparato da altri.