Approvata la legge sulla promozione delle imprese culturali e creative: riconoscimento giuridico per un settore in grande sviluppo

Martedì 26 Settembre 2017 273

La legge affonda le proprie radici in una serie di riflessioni nate in ambito europeo sulla definizione di Industrie Culturali e Creative (ICC) volte a ridefinire i settori culturali e creativi come: “tutti i settori le cui attività si basano su valori culturali e/o espressioni artistiche e altre espressioni creative indipendentemente dal fatto che queste attività siano orientate al mercato, indipendentemente dal tipo di struttura che le realizza, e indipendentemente dalle modalità di finanziamento di tale struttura”. La legge stabilisce innanzitutto quali sono i requisiti necessari affinché un'impresa possa essere qualificata come culturale e creativa e possa iscriversi nell'elenco tenuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Si tratta di: avere per oggetto sociale esclusivo o prevalente l'ideazione la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali; avere la sede in Italia, ovvero in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio Economico Europeo, purché si abbia una sede produttiva, una unità locale o una filiale in Italia; svolgere un'attività stabile e continuativa. Il testo, inoltre, garantisce come misura di agevolazione, la possibilità di chiedere la concessione di beni demaniali dismessi (in particolare caserme e scuole militari inutilizzabili) previo bando pubblico. Si compie dunque un passo importante, in attesa dell’approvazione definitiva da parte del Senato, per portare alla luce un universo di pratiche ancora poco conosciute e, attraverso il riconoscimento giuridico, disciplinare e dare solidità a un settore così complesso ma con grandi possibilità di sviluppo.