D.L. “enti locali”: estensione degli indennizzi alle persone affette da sindrome da talidomide diviene finalmente legge.

Venerdì 22 Luglio 2016 1006

La vicenda (sulla quale ad inizio legislatura avevo presentato una proposta di legge) si è sviluppata tra gli anni cinquanta e sessanta, in Europa, per effetto di una molecola (il talidomide) contenuta in uno psicofarmaco sedativo somministrato a donne nei primi mesi di gravidanza, erano nati migliaia di bambini colpiti da malformazioni. Solo nel 2009, nel nostro Paese, è stato riconosciuto un indennizzo per i soggetti affetti da tale sindrome, consistente in un assegno vitalizio mensile, ma previsto dalla legge solo per i soggetti nati tra il 1959 e il 1965. L’assenza di un’indagine scientifica sul numero esatto di farmaci in cui la molecola era contenuta (nel periodo in cui la sua commercializzazione era consentita) e l'assenza di certezze sull'arco temporale in cui farmaci contenenti talidomide hanno continuato ad essere somministrati hanno creato una situazione di disparità in quanto diversi sono i casi di persone affette da questa terribile patologia esclusi dall'indennizzo per il suddetto limite temporale. Con l’approvazione del d.l. “enti locali” viene recepito il testo elaborato dalla Commissione Affari Sociali della Camera: gli indennizzi verranno estesi anche ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nati nel 1958 e nel 1966, a seguito di un'attenta analisi della casistica e delle istanze delle associazioni che da anni si battono per questo risultato. I risarcimenti potranno essere richiesti con decorrenza dal primo gennaio 2016, potendo contare su di un fondo di circa 4 milioni di euro: si sana così una lacuna aperta da anni nel nostro sistema di protezione sociale.