Sanità, il programma del M5S da apprendisti stregoni

Venerdì 23 Febbraio 2018 292

Un balzo indietro di decenni, un servizio sanitario debole e, naturalmente, nessuna indicazione circa le risorse finanziarie necessarie a sostenere gli interventi previsti: la sintesi del programma sulla sanità elaborato dal Movimento 5 Stelle, un vero e proprio compendio per apprendisti stregoni. A partire, come era ovvio, dalla cancellazione dell'obbligo vaccinale di recente introduzione, per fugare dal principio i dubbi sull'importanza che il M5S attribuisce alla prevenzione, su come intenda affrontare le sfide globali in campo sanitario e proteggere i soggetti più deboli.

Non importa che l'Italia già nel primo mese dell'anno abbia superato la soglia di rischio per casi di morbillo definita dall'OMS, la tutela della salute secondo il M5S non muove dal dato scientifico. Ma, al contempo, possiamo apprendere che l'esercizio fisico può essere prescritto come farmaco, e la sua "somministrazione" può essere affidata a imprecisati esperti professionisti in materia. O ancora, che specialisti dovranno esercitare in piccoli centri, come se la capacità di successo e la sicurezza nelle cure ospedaliere non sia legata all'organizzazione complessiva, costo dei macchinari, efficienza di tutto il personale presente in un presidio, ma al professionista itinerante: una visione superata da secoli.

Non poteva mancare poi l'abolizione del ticket sui farmaci senza indicare come le Regioni dovranno far fronte al venir meno delle risorse in questione e senza considerare le ricadute differenti che questa operazione avrebbe nei diversi contesti territoriali.

Sulla sanità dunque, alle promesse irrealizzabili, si sommano quelle pericolose. Uno scenario allarmante per la salute dei cittadini e per la tenuta dell'intero Sistema Sanitario Nazionale.