No, Beppe Grillo, il Papa non ha detto quello che dici tu. Ecco perché.

Domenica 28 Maggio 2017 245

È davvero incredibile come nel nostro Paese non si tenga in alcun conto quello che avviene (da decenni) negli altri paesi europei, i dati statistici, gli studi delle organizzazioni preposte e degli esperti, le risoluzioni e raccomandazioni della Ue. Ma così è.

In questi anni ho spesso discusso con molti di coloro che, come me, si occupano seriamente del tema, i quali, pur non condividendo la proposta di reddito di cittadinanza del M5S, gli riconoscevano di aver riportato la questione sotto i riflettori. Ho sempre contestato questa lettura, perché penso che la questione, sotto i riflettori, ci sia andata perché la crisi economica ha avuto sul nostro paese un effetto devastante, proprio perché unico insieme alla Grecia a non avere uno strumento di contrasto alla povertà. E che il M5S abbia invece contribuito a generare ulteriore confusione sul tema, di cui davvero non sentivamo il bisogno.

La confusione che i grillini fanno tra reddito minimo e reddito di cittadinanza è estremamente deleteria e ha profondamente danneggiato la "causa" del reddito minimo, rischiando di "affondarla", insieme alla proposta irrealistica del reddito di cittadinanza. E l'ultima presa di posizione in merito - quella del Papa (nientemeno!) - credo che lo certifichi definitivamente.

Ora, così come per la goffa mezza marcia indietro sui vaccini, Grillo prova a dire che lui ha sempre parlato di una proposta di sostegno finalizzata al reinserimento lavorativo. Ma non è vero. È vero che la loro proposta di legge è un ibrido malfatto: nella loro "narrazione", a partire dal titolo, parlano sempre di un reddito di base. Ne ha parlato così Casaleggio, nell'unico seminario di approfondimento che hanno fatto, ma soprattutto è certificato nella relazione introduttiva della proposta di legge sul reddito di cittadinanza depositata alle Camere. Per fortuna, scripta manent. Grillo, il Papa ha detto il contrario di quello che c'è scritto qui. Stacce!