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26 ottobre 2017

Riforma degli ordini e sperimentazioni cliniche: approvata alla Camera la riforma.

Dopo un lungo periodo di discussione in entrambi i rami del Parlamento la Camera ha approvato ieri con modifiche la legge di riforma degli ordini professionali e delle sperimentazioni cliniche: un provvedimento atteso da oltre settant'anni, che adesso passa la Senato per l'approvazione definitiva.

di Redazione

Una legge di importanza centrale per il nostro sistema sanitario: oltre un milione di professionisti coinvolti, istituzione dell’Ordine degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, semplificazione del sistema della sperimentazione clinica dei medicinali, realizzazione di una banca dati aperta e consultabile sia per ricercatori che per gli utenti, semplificazione e trasparenza per l’accesso alle professioni sanitarie, introduzione della medicina di genere. Un provvedimento di grande portata riformatrice, a partire dunque dall'ammodernamento delle professioni sanitarie, con il riconoscimento della portata sociale di queste professioni, nel quadro di quanto delineato dalla normativa europea. La legge prende finalmente in considerazione le evoluzioni in campo sanitario, ancorando il riconoscimento delle nuove professioni a criteri oggettivi. Si garantisce maggiore terzietà e trasparenza nelle procedure elettorali per il rinnovo degli organi degli ordini professionali, con possibilità di voto telematico per incentivare la partecipazione, con un limite di 2 mandati per il presidente dell'ordine. Viene introdotto un quorum di validità per le assemblee per favorire una più ampia partecipazione e un ricambio generazionale. Viene inserito l'obbligo di avvalersi di un revisore dei conti esterno iscritto all'albo dei revisori legali. Si detta infine una nuova e più moderna disciplina in grado di semplificare il sistema sulla sperimentazione clinica dei medicinali, accelerando i tempi nelle procedure di autorizzazione, prevedendo la realizzazione di una banca dati aperta e consultabile sia per ricercatori che per gli utenti, con un maggiore coinvolgimento delle associazione dei pazienti e un riordino e riduzione del numero dei comitati etici. La legge dunque riallinea il nostro Paese al resto d'Europa, semplificando e rilanciando la competitività dell'intero sistema sanitario nazionale.

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